5 musei enogastronomici per scoprire le origini della tavola italiana

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Musei enogastronomici: un modo diverso, particolare ed estremamente gustoso di passare del tempo, non trovate?

Come avviene la trasformazione della spiga in pagnotta? A mostrarcelo è il Museo del Pane, nato nel 1983 nell’incantevole Castello Morlando Bolognini di Sant’Angelo Lodigiano, a pochi chilometri da Lodi. Nella prima sala sono presentati i cereali, nella seconda sono illustrate le fasi del ciclo grano-farina-pane, mentre la terza sala raccoglie oltre 500 forme delle regioni italiane e di molti paesi. Nella quarta sala sono visibili le attrezzature per la produzione del pane e nell’ultima sala sono esposte le “grida”, ovvero le tasse e le disposizioni governative

Due le sedi dei Musei della grappa, la prima in centro a Bassano del Grappa, aperta 25 anni fa, la seconda sede a Schiavon, entrambi in provincia di Vicenza, annessa alla distilleria artigianale. Visitandoli ci si immerge in un percorso attraverso la storia, le tradizioni e i metodi di lavorazione del distillato italiano. Da non perdere la grappateca con circa 2000 bottiglie di grappe prodotte a partire dagli anni ’30, provenienti da quasi 400 distillerie, molte delle quali oggi scomparse.

La famiglia Spigaroli ha fortemente voluto il museo del culatello, inaugurato a Polesine Parmense, nell’Antica Corte Pallavicina: qui la narrazione conduce fino alla sala incentrata sulla figura del maiale, con approfondimenti sul maiale nero tipico del Parmense e sul suo recupero. La sala successiva è dedicata alla storia della famiglia Spigaroli, in principio mezzadri di Giuseppe Verdi, capaci di spostarsi sulle rive del Po per poi reinventarsi ristoratori.

5 musei enogastronomici da non perdere

Realizzato nel 2009, il Museo Agorà Orsi Coppini è un Museo d’Arte Olearia allestito in un ex-caseificio dell’Ottocento a San Secondo Parmense, in provincia di Parma. Il Museo mostra la passione per l’ulivo, simbolo di pace e dialogo, fonte di sostentamento, sapore, cura del corpo. Uno spazio espositivo voluto dalla famiglia Coppini per diffondere la conoscenza dell’arte Olearia, la cui aura illumina la storia, dalla mitologia più antica fino ai giorni nostri.

La cosiddetta Food Valley emiliana è sede di una rete museale dedicata ai suoi prodotti di eccellenza, fra cui il Museo del Parmigiano Reggiano, nella Corte Castellazzi di Soragna, un casello dove nell’Ottocento avveniva la trasformazione del latte.

 

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