Alla scoperta del Roero, il “cugino” delle Langhe

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Ci sono alcune aree dell’Italia che spesso sono costrette ad interpretare il ruolo di fratelli “meno fortunati”. Non c’è un motivo in particolare: solo la sfortuna di essere posizionate a fianco a zone maggiormente conosciute a livello internazionale. Un esempio è proprio il protagonista di questa storia: il Roero, territorio della provincia di Cuneo, noto per la sue dolci colline e gli ottimi vini, ma a volte messo un po’ in ombra dalle vicine e più celebri Langhe. Allora sorge spontaneo chiedersi, che cosa ha in meno il Roero delle Langhe?

Roero, terra di rocche e castelli

Per trovare una risposta alla domanda, non ci resta che partire dai fatti, ovvero dalla scoperta di questo territorio unico. Le dolci colline del Roero si sviluppano nel basso Piemonte, per la precisione lungo la sponda sinistra del fiume Tanaro. Sul lato destro del corso d’acqua invece si trovano le distese delle Langhe.

Il territorio del Roero si estende nella provincia di Cuneo fino quasi a lambire le province di Torino ed Asti. A conferirgli il nome fu proprio la nobile famiglia astigiana dei Roero, che durante l’epoca medievale era proprietaria della gran parte delle tenute e dei castelli della zona.

Il panorama offerto è particolarmente suggestivo: coltivazioni e borghi storici che si insinuano tra una vegetazione per alcuni tratti ancora aspra e selvaggia. Nonostante nell’immaginario comune il Roero sia dominato dal verde delle sue colline, il paesaggio si caratterizza per le Rocche.

Attenzione, non stiamo facendo riferimento alle tipiche fortificazioni medioevali, ma ad una sorta di piccoli canyon che si sono generati nel corso dei secoli grazie all’erosione del suolo da parte dei corsi d’acqua. Infatti secondo gli storici, circa 250mila anni fa il vicino Tanaro deviò il suo corso provocando sconvolgimenti nelle vallate intorno. I corsi d’acqua del Roero cominciarono così ad arretrare verso l’attuale Valle del Tanaro lasciando durante il percorso profondi solchi ancora oggi osservabili.

Infatti tra le dolci colline del Roero si aprono profonde voragini che possono raggiungere anche dislivelli di centinaia di metri. Le pareti sabbiose della collina formano guglie dalle forme affascinanti e bellissime, anfiteatri naturali maestosi ed imponenti in cui ci si può avventurare seguendo i sentieri dei contadini. Anche l’ecosistema che si è formato nel corso dei secoli è unico: microclimi diversi coabitano in pochi centinaia di metri di altitudine. Sulle cime domina una vegetazione secca contraddistinta da pini e rovelle, mentre sul fondo, grazie alla presenza dell’acqua stagnante, si formano habitat umidi e rigogliosi.

Inoltre non tutti lo sanno, ma i terreni sabbiosi presenti nel Roero, arrivano da antichi fondali marini. Al loro interno è possibile ancora trovare i fossili di conchiglie, ricci e pesci.

Piccoli borghi incastonati nel verde

A fare da cornice alle distese verdi delle colline del Roero ci sono i suoi meravigliosi borghi. L’area conta in totale 24 comuni tutti da scoprire.

Partiamo da Bra, quella che viene considerata la capitale del Roero. Oggi la piccola cittadina è nota per aver dato il via al movimento internazionale di Slow Food, organizzazione che promuove la scoperta “lenta” dei sapori e delle coltivazioni antiche e genuine dietro la produzione di alimenti sani e rispettosi dell’ambiente. Nella vicina Pollenzo è stata anche istituita la più celebre Università di Scienze Gastronomiche d’Italia.

Bra però si caratterizza anche per la sua storia e con i suoi palazzi e chiese risulta uno dei maggiori centri del Barocco Piemontese. Imperdibile la visita a S. Andrea Parrocchiale realizzata sotto la direzione del Guarini: resterete ammaliati dalla maestosa facciata e dagli interni ricchi di marmi, affreschi e tele. Gli amanti dell’arte tardo-gotica non potranno invece perdersi Palazzo Traversa, edificio della metà del’400. Al suo interno ospita il Museo Archeologico e Storico Artistico.

Il Roero è soprattutto famoso per i suoi vini. Perciò sarà immancabile una tappa a Canale. Qui troverete tantissime cantine storiche e tanti negozi tipici con prodotti locali dai sapori eccezionali. Il centro storico del piccolo paese si fa notare per i suoi lunghi portici e conserva ancora ben evidente l’impianto della “villanova” formato da una via maestra alla quale si uniscono le vie ortogonali.

Le colline intorno si colorano dei pregiati vigneti del Roero Arneis. Se siete amanti del bianco non potrete far a meno di portarvi via come souvenir una bottiglia (o una cassa, perché no?) di questo vino fresco e delicato con note elegantemente fruttate di fiori bianchi ed erbacee. In bocca il classico retrogusto amarognolo che lo rende unico nel suo genere.

Pensate ancora che le Langhe siano meglio del Roero? Sono entrambe due espressioni della nostra meravigliosa Italia. A rendersene conto è stata anche l’Unesco che nel 2014 ha inserito il Roero insieme alle Langhe e il Monferrato nella lista dei Patrimoni dell’Umanità.

Roero - foto di Virginia Scarsi
Roero – foto di Virginia Scarsi

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