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Emilia Romagna

Fiumalbo, il borgo dei Celti

Fiumalbo, borgo medievale dalle antiche origini, si trova nell’alto Appennino Modenese, al confine con la Toscana.

Il suo territorio si estende verso l’alto: da un’altitudine di 800 metri arriva fino a quota 2165 ossia alla vetta del monte Cimone, la più alta dell’Appenino Tosco-Emilano.

Fiumalbo è un luogo dal fascino particolare che custodisce tesori artistici e architettonici notevoli, preziose testimonianze di un antico passato pervenute fino ai giorni nostri.

Il primo documento scritto che cita il borgo risale al 1038: consiste in una donazione al vescovo di Modena da parte di Bonifacio di Toscana, padre di Matilde di Canossa.

Le origini dell’abitato hanno però radici molto più antiche: alcune fonti riportano che i primi abitanti della Valle di Fiumalbo fossero il liguri-friniati che, mescolatisi coi celti della pianura Padana, nel II secolo a.C. scesero e si stabilirono nell’area dell’Appennino modenese.

Fiumalbo ha sempre avuto rapporti culturali e commerciali con la Toscana da cui ha fortemente ereditato le caratteristiche dell’idioma dialettale.

Fiumalbo, cosa vedere

Nel centro storico, che conserva intatta l’architettura medievale, si trova la chiesa di San Bartolomeo Apostolo con il suo portale in pietra scolpita. Di origini duecentesche oggi si presenta nel suo rifacimento del 1592.

All’interno, dietro l’altare maggiore, si trova un rilievo raffigurante una dama a cavallo con un guerriero che si pensa possa essere Matilde di Canossa e il conte Guido Guerra nella battaglia di Sorbara.

Il fascino di Fiumalbo origina dalle vecchie case in pietra che si affacciano su stradine in pendenza e dallo spirito celtico che aleggia nei boschi circostanti con le misteriose marcolfe, le sculture in pietra dai volti sgraziati poste sulle facciate delle case per intimorire gli spiriti maligni.

Nel borgo della Valdare e lungo la strada che da Fiumalbo porta in località Doccia si incontrano i “casoni”, gli edifici rurali in muratura di sasso e malta di terra con il tetto a gradoni ricoperto da lastre di arenaria dalle probabili origini celtiche.

Quante perle nasconde la nostra Italia, quanta storia e che mescolanza di popoli grazie a cui la cultura di ogni luogo porta nel suo Dna tracce di altre terre, di altre usanze, di altri costumi. E’ davvero un tesoro dal valore inestimabile.

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