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Tradizioni e curiosità

Era italiano il papà della Coppa del Mondo di calcio

In molti ricordano la voce di Nando Martellini che gridava: «Palla al centro per Müller, ferma Scirea, Bergomi, Gentile, è finito! Campioni del mondo, Campioni del mondo, Campioni del mondo!!!».

Un’esultanza che ricorda l’immagine scolpita nella memoria di molti sportivi e non: Paolo Rossi, recentemente scomparso, che l’11 luglio del 1982 alza la Coppa del Mondo davanti ad un Santiago Bernabeu di Madrid gremito.

Chi ha inventato e creato quel magnifico trofeo, croce e delizia ogni quattro anni, di milioni di spettatori? Si tratta di un artista milanese, Silvio Cazzaniga, scomparso nel 2016 e che lo scorso gennaio avrebbe compiuto proprio cento anni. Nato a Milano il 23 gennaio 1921, Gazzaniga aveva studiato alla Scuola di Arte Applicata “Umanitaria” e la Scuola Superiore d’Arte del Castello Sforzesco, specializzandosi come orafo e gioielliere e dedicandosi alla medaglistica, oltre che alla pittura e alla scultura.

La storia ha inizio nel 1971, quando la Fifa in sessione plenaria a Zurigo, decise di bandire un concorso internazionale per avviare il restyling della coppa più famosa della storia (proprio nel 2021, infatti, si celebra anche il cinquantesimo del trofeo).

Cazzaniga decide di fare un azzardo. Nella sua mente c’è già un’idea ben precisa della forma plastica che deve avere il trofeo e decide di non inviare un disegno che risulterebbe piatto e senza appeal ma un prototipo tridimensionale in gesso a grandezza naturale. L’idea conquista la giuria: la coppa è grande e fotogenica e Silvio si aggiudica il bando. Il modello di Silvio Gazzaniga diventerà la FIFA World Cup, dopo essere stato scelto tra i 53 progetti partecipanti, arrivati da ogni parte del globo, e da ben 25 nazioni. La Coppa viene subito fusa in oro, rifinita e presentata al mondo dalla FIFA nel gennaio del 1972.

La sua prossima destinazione sono i Mondiali che si disputeranno in Qatar a fine 2022. Non sarà, però, l’ultima tappa visto che la FIFA ha deciso di mantenerla almeno fino ai Mondiali del 2038, in considerazione del grandissimo impatto iconico riscosso in questi 50 anni e per l’enorme affetto che gli appassionati di calcio, e non solo, le hanno tributato.

papà coppa del mondo

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