Tintoretto, l’artista più stravagante del Rinascimento

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Era davvero un enfant terrible Jacopo Robusti, in arte Tintoretto, uno dei maestri della pittura veneziana del XVI secolo dallo stile drammatico e innovativo. Nato a Venezia il 29 aprile 1518 era figlio di Giovanni Battista Robusti, un tintore di stoffa, da cui il suo soprannome Tintoretto che significa “piccolo tintore”.

Si racconta che l’artista nei primi anni facesse l’apprendista con il maestro pittore Tiziano. Nonostante la scarsità di informazioni sull’infanzia e sull’educazione di Tintoretto, è chiaro che il giovane artista è a conoscenza del lavoro dei più importanti pittori veneziani e di altri maestri italiani. Durante la sua carriera, Tintoretto cerca di unire l’uso del colore di Tiziano con lo stile di disegno di Michelangelo.

L’artista è spesso associato al Manierismo, uno stile artistico del tardo Rinascimento che si avvale di soggetti fortemente drammatici e raffigura figure umane in proporzioni e pose esagerate.

Tintoretto e Venezia

Un pittore devoto alla famiglia e dedito al lavoro in modo maniacale, la cui attività si legò indissolubilmente a Venezia: oltre a Palazzo Ducale con “Il Paradiso” e la “Scuola di San Rocco”, diverse chiese della città custodiscono dozzine delle sue opere, “Il miracolo dei pani e dei pesci” e “Susanna e gli anziani”.

Molti studiosi raccontano di un artista veloce nell’esecuzione, desideroso di celebrità e ribelle alle convenzioni del mercato, ma anche furbo e svelto nel rubare le commissioni ai colleghi più titolati. Inoltre, Tintoretto era un avanguardista del suo tempo, visionario e fantasioso, nonché capriccioso e molto risoluto. Un carattere tutt’altro che facile che, comunque, non gli ha impedito di ottenere decine di commissioni da nobili e uomini di stato veneziani.

La maggior parte dei suoi lavori sono ad olio, ma riceve anche molte commissioni per le pale d’altare delle chiese, dipinti su larga scala per edifici. Per progettare le sue complesse scene che vedono protagoniste molte figure, Tintoretto si prepara facendo piccole figure di cera o di argilla, per tracciare le sue disposizioni e osservare gli effetti di luci e ombre.

 

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