Torino esoterica: il segreto delle grotte alchemiche

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Torino esoterica: una città colma di fascino e arte. Nel capoluogo sabaudo convivono i capolavori del barocco e del liberty con le strutture disegnate dai grandi architetti che hanno segnato la trasformazione avviata negli anni Novanta e proseguita con i XX Giochi Olimpici di Torino 2006. Tutto questo senza dimenticare i meravigliosi scorci dell’antichità romana incarnati dall’area della Porta Palatina.

Tuttavia tra le strade distribuite perfettamente a scacchiera aleggia un alone di mistero, o per meglio dire una continua lotta tra il bene e il male. Mai sentito parlare di una “Torino esoterica”?

Torino esoterica, tra bene e male

Il racconto della Torino esoterica si perde tra leggenda e realtà. Secondo gli esperti di esoterismo nella città della Mole confluirebbero sia le forze oscure che quella della luce. Infatti, la città è al tempo stesso il vertice del triangolo oscuro composto anche da Londra e San Francisco, e del triangolo benevolo formato da Praga e Lione. Le forze del bene e del male sembrerebbero scontrarsi in alcuni luoghi misteriosi della Torino esoterica.

Tra questi il più interessante è rappresentato dalle cosiddette “grotte alchemiche”. I libri di magia nera e bianca parlano di queste grotte come un portale dimensionale, in grado di permettere a coraggiosi avventurieri di valicare confini d’ingresso verso nuovi mondi. Se aldilà di ogni porta ci sia un mondo parallelo, oppure l’accesso all’aldilà, non ci è dato saperlo. L’ignoto è la più grande costante di questa storia.

Le grotte alchemiche: la via verso una nuova dimensione?

La Torino esoterica si sviluppa lontano dagli occhi della gente comune, perlopiù nei cunicoli che attraversano il centro cittadino. Circa una ventina di anni fa, uscì un famoso libro intitolato “Torino sotterranea”, il quale, anche attraverso un approccio scientifico, cercava di mostrare la presenza di gallerie nel sottosuolo, e quale fosse stato il loro utilizzo nei secoli.

La pubblicazione non ha fatto altro che far crescere il mistero intorno alla Torino esoterica. Secondo la leggenda le grotte alchemiche si troverebbero proprio lungo tre differenti cunicoli presenti nella zona del centro storico.

La prima galleria dovrebbe essere ubicata nei sotterranei del Palazzo Reale, secondo gli esoteristi “il cuore magico bianco”, e collegata a Piazza Statuto, in particolar modo al Monumento dei Caduti del Frejus, simbolo invece del “cuore magico nero”.

La nomina demoniaca legata a quest’ultima piazza è dovuta alla presenza di una necropoli di epoca romana scoperta durante alcuni scavi. Inoltre, sono in molti ad affermare che l’angelo in cima al monumento dedicato alle vittime dei lavoratori morti durante le realizzazione del valico, sia in realtà una rappresentazione di Lucifero.

Ad accrescere il mito è anche la reale presenza di moltissimi cunicoli nel sottosuolo di Torino. Molto probabilmente questa prima galleria indicata come via per la grotta alchemica fu progettata dagli stessi Savoia che la utilizzarono per incontrarsi segretamente con le proprie amanti.

La seconda galleria, invece dovrebbe essere collocata sotto Piazza Castello , e collegata a Via Garibaldi. Alcuni pensano che si possa spingere fino alla Chiesa della Gran Madre, sull’altra sponda del fiume Po.

Infine, l’ultima è completamente avvolta dal mistero. Non si sa dove sia collocata, ma conserverebbe un bene inestimabile: la pietra filosofale. Le sue proprietà straordinarie permetterebbero di creare un elisir di lunga vita, una conoscenza assoluta del passato e del futuro, e trasformare i metalli in oro.

Strani personaggi e risvolti politici nella Torino esoterica

Il mistero della Torino esoterica si lega in particolare agli strani personaggi che frequentarono Torino nei secoli passati. Le cronache narrano di soggiorni nel capoluogo sabaudo dei maggiori alchimisti della storia, tra cui i celebri Cagliostro e Nostradamus. Tra questi anche il mago Apolonnio di Tyana, meno conosciuto, ma che secondo i più, avrebbe nascosto la pietra filosofale proprio nella terza grotta alchemica.

I cunicoli rappresentano effettivamente una realtà per Torino. Numerose sono le costruzioni che vennero utilizzate durante l’assedio della città dai francesi nel 1706, e all’interno dei quali ebbero luogo le gesta eroiche di Pietro Micca.

La nomina di città esoterica si tinge anche di un retroscena politico. Tra il 1850 e il 1870, i Savoia che miravano alla conquista dello Stato della Chiesa per mostrarsi come una monarchia liberale, garantirono nei propri territori la libertà di culto, tollerando anche confessioni marcatamente esoteriche. I detrattori dei futuri sovrani italiani, si affrettarono perciò a rinominare Torino “città del Diavolo”.

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